Rapporto di sostenibilita 2025

La sostenibilita non riguarda soltanto la riduzione dell’impatto ambientale. Significa anche valorizzare le persone, rafforzare il rapporto con il territorio, migliorare i processi aziendali e costruire relazioni trasparenti con clienti, partner e fornitori.
Con la pubblicazione del Rapporto di sostenibilita 2025, Spedimar racconta il proprio percorso verso un modello di crescita sempre piu responsabile, capace di integrare risultati economici, attenzione ambientale e valore sociale.
Il documento e stato redatto secondo il modello elaborato dalla SUPSI e promosso dalla Camera di Commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino, con il supporto della Divisione dell’economia del DFE.

Una visione completa della sostenibilita nella logistica
Per Spedimar, parlare di sostenibilita nella logistica significa considerare insieme quattro dimensioni fondamentali:
tutela dell’ambiente;
benessere e crescita dei collaboratori;
responsabilita verso la comunita;
trasparenza e qualita nella gestione aziendale.
Questo approccio nasce dalla consapevolezza che un’impresa sostenibile debba essere capace di creare valore nel lungo periodo, non soltanto per l’azienda, ma anche per le persone e gli stakeholder con cui entra quotidianamente in relazione.
L’obiettivo e quindi andare oltre la singola spedizione, sviluppando una logistica piu efficiente, innovativa e responsabile.

Persone, formazione e benessere aziendale
Le persone rappresentano uno degli elementi centrali del percorso di sostenibilita di Spedimar.Nel 2025 l’azienda ha potuto contare su 29 collaboratori, di cui 27 assunti con contratto a tempo indeterminato e 2 apprendisti. Particolare attenzione viene dedicata alla stabilita lavorativa, alla sicurezza, alla flessibilita organizzativa e all’equilibrio tra vita professionale e privata.
Nel corso dell’anno sono state erogate 268 ore di formazione, con un investimento complessivo superiore a CHF 10.000. I corsi hanno riguardato diversi ambiti, tra cui sicurezza, lingue, procedure interne, aspetti legali e gestione delle spedizioni.
Tra le iniziative dedicate ai collaboratori rientrano inoltre il welfare aziendale, la possibilita di telelavoro per le mansioni compatibili, la gestione flessibile delle ore straordinarie e un sistema di bonus e riconoscimenti legato ai risultati e alla performance.
Investire nelle competenze significa migliorare la qualita del servizio e, allo stesso tempo, offrire alle persone opportunita concrete di crescita professionale.


Una logistica piu attenta all’ambiente
Il settore dei trasporti e della logistica genera inevitabilmente impatti ambientali legati ai consumi energetici, all’utilizzo di carburanti e alle emissioni.
Per questo Spedimar ha avviato un percorso di monitoraggio e miglioramento delle proprie prestazioni ambientali, concentrandosi sull’efficienza dei trasporti, sulla gestione dei consumi e sulla riduzione degli sprechi.
Nel 2025 e stata completata la transizione verso un parco veicoli interamente conforme agli standard EURO 6, o a categorie ambientali equivalenti. Il rinnovamento della flotta consente di migliorare l’efficienza operativa e di ridurre le emissioni inquinanti generate dalle attivita di trasporto.
L’azienda promuove inoltre:
la raccolta differenziata;
l’utilizzo di carta riciclata;
il monitoraggio dei consumi energetici;
l’analisi dell’impatto ambientale di alcune tratte;
la sensibilizzazione interna sui temi della sostenibilita.
Nel rapporto e stata inclusa anche una prima stima dell’impronta ambientale relativa a sei tratte rappresentative, per un totale stimato di 271 spedizioni annuali. Questa analisi costituisce una base utile per migliorare progressivamente la qualita dei dati e individuare nuove opportunita di ottimizzazione dei trasporti.


Digitalizzazione e obiettivo paper free
Uno degli obiettivi piu importanti del percorso ambientale di Spedimar riguarda la digitalizzazione dei processi.
L’azienda punta infatti a raggiungere la completa eliminazione dell’utilizzo della carta entro il 2028.
Diventare paper free non significa soltanto ridurre il consumo di risorse. La digitalizzazione permette anche di velocizzare i flussi operativi, migliorare la gestione delle informazioni, ridurre gli errori e rendere i processi aziendali piu efficienti e tracciabili.Tecnologia e sostenibilita diventano quindi due elementi complementari all’interno di un percorso di innovazione che interessa l’intera organizzazione.


Responsabilita sociale e legame con il territorio
La sostenibilita di Spedimar comprende anche un forte impegno nei confronti della comunita locale.
Nel corso del 2025 l’azienda ha sostenuto iniziative sociali, sportive e formative, collaborando con associazioni, scuole e organizzazioni del territorio.
Tra le attivita realizzate rientrano il sostegno all’Associazione Fibrosi Cistica Ticinese, la sponsorizzazione dello SC Balerna femminile e le collaborazioni con Spedlogswiss per la formazione degli apprendisti.
Spedimar organizza inoltre giornate di orientamento e porte aperte rivolte agli studenti delle scuole medie e del Centro Professionale Commerciale di Chiasso, offrendo ai giovani la possibilita di conoscere piu da vicino il mondo della logistica, delle spedizioni e delle attivita doganali.
Queste iniziative confermano la volonta di contribuire allo sviluppo del territorio e di creare opportunita concrete per le nuove generazioni.


Governance, qualita e rapporti con gli stakeholder
Una crescita sostenibile richiede anche una governance solida, trasparente e orientata al miglioramento continuo.
I valori alla base dell’attivita di Spedimar sono onesta, organizzazione, ambizione, passione e metodologia. Questi principi guidano i rapporti con collaboratori, clienti, partner e fornitori.
L’azienda ha inoltre ottenuto la certificazione AEO nel 2023 e la certificazione ISO 9001 nel 2025.
La certificazione ISO 9001 rappresenta un ulteriore passo verso la standardizzazione dei processi, la misurazione delle prestazioni e il miglioramento continuo della qualita del servizio.
Anche la selezione dei fornitori viene gestita attraverso criteri strutturati, che tengono conto non solo degli aspetti economici e tecnici, ma anche dell’affidabilita, della conformita, dell’etica e della sostenibilita.


Gli obiettivi dei prossimi anni
Il Rapporto di sostenibilita 2025 non rappresenta soltanto una fotografia delle attivita realizzate, ma anche un punto di partenza per i prossimi obiettivi.
Tra i principali traguardi individuati da Spedimar figurano:
maggiore coinvolgimento degli stakeholder nei processi decisionali entro il 2026;
sviluppo di un piano strutturato per la riduzione delle emissioni nel biennio 2026-2027;
ottenimento della certificazione IATA entro il 2027;
accompagnamento di un apprendista verso il completamento del percorso formativo entro il 2027;
completa eliminazione dell’utilizzo della carta entro il 2028.
Questi obiettivi dimostrano la volonta di integrare sempre di piu sostenibilita, innovazione e crescita aziendale.

Un impegno concreto per il futuro della logistica
Il Rapporto di sostenibilita 2025 rappresenta per Spedimar un impegno verso una maggiore trasparenza e un percorso di miglioramento continuo.
Misurare le attivita, comunicare i risultati e definire obiettivi concreti significa assumersi la responsabilita delle proprie scelte e prepararsi alle sfide future del settore logistico.
Per Spedimar, sostenibilita significa continuare a muovere merci e collegare mercati, facendo crescere allo stesso tempo le persone, il territorio e la qualita dei servizi offerti.
Non solo un fornitore, ma il vostro partner.

FAQ
Che cos’e il Rapporto di sostenibilita di Spedimar?
E il documento attraverso il quale Spedimar presenta le proprie attivita, i risultati e gli obiettivi in ambito ambientale, sociale, economico e di governance.
Quali iniziative ambientali ha realizzato Spedimar?
Tra le principali iniziative figurano il rinnovo della flotta secondo gli standard EURO 6, il monitoraggio dei consumi, la raccolta differenziata, l’utilizzo di carta riciclata e l’avvio di analisi sull’impatto ambientale dei trasporti.
Quali sono gli obiettivi futuri di Spedimar?
Tra gli obiettivi principali rientrano la riduzione delle emissioni, una maggiore digitalizzazione dei processi, il coinvolgimento degli stakeholder e il raggiungimento dell’obiettivo paper free entro il 2028.

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Groupage o carico completo? Come scegliere il trasporto giusto per la tua merce

Quando bisogna organizzare un trasporto merci su strada, una delle prime decisioni riguarda la modalità di spedizione: è meglio scegliere un trasporto groupage oppure prenotare un carico completo?

La risposta dipende principalmente dal volume della merce, dai tempi di consegna, dal budget disponibile e dalle caratteristiche del carico.

Scegliere la soluzione sbagliata può significare sostenere costi più elevati del necessario, allungare i tempi di consegna o aumentare il numero di movimentazioni della merce.

In questa guida analizziamo le differenze tra groupage, collettame, trasporto LTL e carico completo FTL, spiegando quando conviene utilizzare ciascuna soluzione e perché la gestione doganale è particolarmente importante nelle spedizioni tra Italia e Svizzera.

Che cos’è il trasporto groupage?

Il groupage, chiamato anche collettame o trasporto LTL – Less Than Truckload, è una modalità di trasporto nella quale le merci di più clienti vengono raggruppate e caricate sullo stesso mezzo.

Ogni cliente paga solamente lo spazio effettivamente occupato dalla propria spedizione, anziché sostenere il costo di un intero camion.

Il prezzo può essere calcolato sulla base di diversi parametri, tra cui:

  • numero di colli;
  • numero e tipologia di pallet;
  • peso reale;
  • peso volumetrico;
  • metri lineari occupati;
  • località di ritiro e consegna.

Il groupage è particolarmente indicato per chi deve spedire piccoli quantitativi di merce, come uno o più pallet, senza avere volumi sufficienti per riempire un mezzo completo.

Come funziona una spedizione groupage?

La merce viene generalmente ritirata presso il mittente e trasferita in un hub logistico, dove viene consolidata insieme ad altre spedizioni dirette verso la stessa area geografica.

Successivamente, le merci vengono suddivise e inoltrate verso le rispettive destinazioni.

Questa organizzazione consente di ottimizzare lo spazio disponibile sui mezzi e di ridurre il costo del trasporto per ogni singolo cliente.

La presenza di più fasi di smistamento può tuttavia comportare:

  • tempi di consegna leggermente più lunghi;
  • un maggior numero di movimentazioni;
  • la necessità di un imballaggio adeguato;
  • una maggiore attenzione alla documentazione di trasporto e doganale.

Che cos’è il carico completo FTL?

Il carico completo, chiamato anche trasporto FTL – Full Truckload, prevede l’utilizzo esclusivo del mezzo da parte di un solo cliente.

La merce viene caricata nel punto di partenza e trasportata direttamente a destinazione, senza essere consolidata con spedizioni appartenenti ad altri mittenti.

Il carico completo è indicato quando:

  • la merce occupa tutto o quasi tutto il camion;
  • la consegna è urgente;
  • il carico è delicato o di elevato valore;
  • è necessario ridurre al minimo le movimentazioni;
  • il cliente richiede maggiore controllo sul percorso;
  • sono previste finestre di consegna precise.

Rispetto al groupage, il trasporto FTL offre generalmente tempi più rapidi e una maggiore prevedibilità, poiché il mezzo non deve effettuare operazioni intermedie di consolidamento e smistamento.

Che cos’è il carico parziale?

Tra groupage e carico completo esiste anche una soluzione intermedia: il carico parziale, spesso indicato come PTL – Partial Truckload.

Questa modalità è adatta alle spedizioni che occupano una porzione significativa del mezzo, ma non abbastanza da giustificare economicamente la prenotazione di un camion intero.

Il carico parziale può rappresentare un buon compromesso tra:

  • costo;
  • tempi di transito;
  • spazio occupato;
  • numero di movimentazioni.

La convenienza deve essere valutata caso per caso, confrontando il costo del groupage con quello di un mezzo dedicato.

Differenza tra groupage e carico completo

La principale differenza riguarda l’utilizzo del mezzo.

Nel groupage lo spazio viene condiviso con altri clienti, mentre nel carico completo il camion viene dedicato interamente a una singola spedizione.

CaratteristicaGroupage / LTLCarico completo / FTL
Utilizzo del mezzoCondiviso con altre spedizioniEsclusivo
Ideale perPochi colli o palletGrandi volumi
CostoCalcolato sullo spazio occupatoCalcolato sull’intero mezzo
Tempi di consegnaGeneralmente più lunghiGeneralmente più rapidi
MovimentazioniMaggioriRidotte
PercorsoPuò prevedere hub intermediDiretto
FlessibilitàElevata per piccoli quantitativiElevata per urgenze e grandi carichi
Rischio di manipolazioneMaggioreMinore

Quando conviene scegliere il groupage?

Il groupage è generalmente la soluzione più conveniente quando la spedizione comprende:

  • un numero limitato di colli;
  • uno o pochi pallet;
  • merce non particolarmente urgente;
  • volumi insufficienti per riempire un camion;
  • consegne periodiche di piccole quantità.

Il principale vantaggio economico consiste nella possibilità di pagare solamente lo spazio utilizzato.

Per esempio, spedire un singolo pallet con un camion dedicato sarebbe normalmente poco conveniente. Inserendolo in un trasporto groupage, il costo del mezzo viene invece distribuito tra più clienti.

Il groupage è quindi particolarmente adatto alle aziende che effettuano spedizioni regolari ma con quantitativi contenuti.

Quando conviene scegliere il carico completo?

Il carico completo è generalmente preferibile quando:

  • la quantità di merce riempie o quasi riempie il mezzo;
  • il costo per pallet del groupage si avvicina a quello del camion completo;
  • la consegna deve avvenire rapidamente;
  • la merce è fragile, sensibile o di elevato valore;
  • sono richiesti tempi e orari di consegna precisi;
  • si desidera evitare passaggi attraverso hub logistici;
  • il carico non può essere trasportato insieme ad altre merci.

All’aumentare del volume, il costo del carico completo può diventare più efficiente rispetto al groupage.

In questi casi non bisogna confrontare solamente il prezzo totale, ma soprattutto il costo per unità trasportata, come il costo per pallet, per tonnellata o per metro lineare.

I quattro fattori da valutare prima di scegliere

1. Volume e peso della merce

Il volume è spesso il primo elemento da considerare.

Pochi colli o pallet rendono generalmente conveniente il groupage. Quando invece la merce occupa una parte rilevante del mezzo, è opportuno confrontare il costo del collettame con quello di un carico completo.

Oltre al peso reale, bisogna considerare anche il peso volumetrico. Una merce leggera ma molto ingombrante può infatti occupare uno spazio significativo sul camion.

2. Tempi di consegna

Il carico completo offre normalmente tempi di transito più rapidi, perché la merce viene trasportata direttamente dal mittente al destinatario.

Il groupage richiede invece operazioni di consolidamento, smistamento e distribuzione.

Quando la consegna è vincolata a una scadenza precisa, il trasporto dedicato può offrire maggiori garanzie.

3. Fragilità e valore del carico

Ogni movimentazione aggiuntiva aumenta il rischio di urti, errori o danneggiamenti.

Per merci fragili, delicate, fuori misura o di elevato valore, il carico completo può rappresentare la soluzione più prudente perché riduce il numero di passaggi.

Il groupage resta comunque una modalità sicura, a condizione che la merce sia correttamente imballata e affidata a un operatore logistico organizzato.

4. Budget disponibile

Per piccoli quantitativi il groupage è generalmente più economico, perché il cliente paga solamente lo spazio utilizzato.

Con l’aumento dei volumi, il carico completo può però diventare più conveniente. Riempire un camion consente infatti di distribuire il costo del trasporto su un numero maggiore di pallet o colli.

Groupage Italia-Svizzera: perché la dogana è fondamentale

Nelle spedizioni tra Italia e Svizzera, la scelta tra groupage e carico completo non può essere valutata considerando soltanto il trasporto.

La Svizzera non fa parte dell’Unione europea e ogni spedizione commerciale deve quindi essere accompagnata dalla documentazione necessaria per le operazioni di importazione, esportazione o transito.

In un carico completo, la gestione doganale riguarda generalmente un numero limitato di soggetti e documenti.

In un trasporto groupage, invece, sullo stesso mezzo possono essere presenti spedizioni appartenenti a mittenti e destinatari differenti, ciascuna con:

  • fatture commerciali specifiche;
  • classificazioni doganali differenti;
  • valori e origini diverse;
  • documenti di esportazione e importazione;
  • eventuali autorizzazioni o certificazioni.

Un documento mancante, una classificazione tariffaria errata o un’informazione incompleta possono rallentare le operazioni e, in alcuni casi, incidere sull’intero trasporto.

Per questo motivo è importante affidarsi a uno spedizioniere capace di coordinare sia il trasporto sia lo sdoganamento.

I vantaggi di un unico partner per trasporto e dogana

Separare la gestione del trasporto da quella doganale può generare ritardi, incomprensioni e passaggi di informazioni tra fornitori diversi.

Affidarsi a un unico interlocutore permette invece di:

  • verificare preventivamente i documenti;
  • coordinare il ritiro con l’apertura della pratica doganale;
  • ridurre il rischio di errori;
  • gestire più rapidamente eventuali anomalie;
  • monitorare la spedizione in ogni fase;
  • semplificare la comunicazione tra mittente e destinatario.

Per le spedizioni che attraversano il confine tra Italia e Svizzera, il coordinamento tra logistica e dogana è spesso determinante per rispettare i tempi di consegna.

La posizione di Spedimar a Chiasso permette di operare direttamente in uno dei principali punti di collegamento commerciale tra i due Paesi, offrendo un supporto integrato per trasporto, spedizioni internazionali e pratiche doganali.

Quanto costa un trasporto groupage?

Il costo di una spedizione groupage varia in base a diversi elementi:

  • numero di pallet o colli;
  • dimensioni della merce;
  • peso reale e volumetrico;
  • metri lineari occupati;
  • distanza tra ritiro e consegna;
  • frequenza dei collegamenti;
  • eventuali merci pericolose;
  • necessità di sponda idraulica;
  • assicurazione richiesta;
  • operazioni doganali;
  • eventuali tempi di attesa.

Non è quindi possibile stabilire un prezzo affidabile senza conoscere le caratteristiche della spedizione.

Per ottenere un preventivo preciso è importante comunicare fin dall’inizio peso, dimensioni, indirizzi, tipologia di merce e condizioni di carico e scarico.

Quanto costa un carico completo?

Il costo di un carico completo dipende principalmente da:

  • tratta da percorrere;
  • tipologia di mezzo;
  • chilometri;
  • pedaggi;
  • disponibilità dei veicoli;
  • tempi di carico e scarico;
  • eventuali soste;
  • tipo di merce;
  • pratiche doganali;
  • eventuali consegne urgenti o dedicate.

Anche se il prezzo complessivo di un camion completo è superiore a quello di una piccola spedizione groupage, il costo unitario può essere più basso quando il mezzo viene utilizzato in modo efficiente.

Quali dati servono per richiedere un preventivo?

Per capire rapidamente se conviene il groupage o il carico completo servono alcune informazioni fondamentali:

  • località e Paese di partenza;
  • località e Paese di destinazione;
  • numero di colli o pallet;
  • dimensioni;
  • peso lordo;
  • tipologia di merce;
  • valore commerciale;
  • data di ritiro;
  • data richiesta di consegna;
  • presenza di merce pericolosa;
  • necessità di sponda idraulica;
  • disponibilità di muletto;
  • eventuali esigenze doganali.

Fornire dati completi consente allo spedizioniere di individuare la soluzione più efficiente e di evitare successive variazioni di prezzo o rallentamenti operativi.

Come preparare correttamente la merce per un groupage

Poiché il groupage può prevedere più movimentazioni, l’imballaggio assume un ruolo fondamentale.

È consigliabile:

  • utilizzare pallet integri e adatti al peso;
  • fissare la merce al bancale;
  • utilizzare film estensibile o reggette;
  • proteggere angoli e parti sporgenti;
  • evitare colli instabili;
  • applicare etichette leggibili;
  • indicare chiaramente eventuali merci fragili;
  • verificare che i documenti corrispondano alla merce effettivamente caricata.

Un imballaggio corretto protegge il contenuto e facilita le attività di movimentazione e identificazione nei terminal logistici.

Domande frequenti su groupage e carico completo

Qual è la differenza tra groupage e collettame?

Non esiste una differenza sostanziale. Groupage è il termine internazionale, mentre collettame è il termine italiano utilizzato per indicare il trasporto di piccole spedizioni raggruppate sullo stesso mezzo.

In inglese questa modalità viene comunemente definita LTL, ovvero Less Than Truckload.

Che differenza c’è tra LTL e FTL?

LTL significa Less Than Truckload e indica una spedizione che occupa solamente una parte del camion.

FTL significa Full Truckload e indica invece un mezzo utilizzato interamente da un singolo cliente.

Posso spedire un solo pallet in Svizzera?

Sì. La spedizione di un singolo pallet è uno dei casi più comuni nei quali il groupage risulta conveniente.

Il costo viene calcolato sulla base dello spazio occupato, senza dover prenotare un intero camion.

Il groupage è meno sicuro del carico completo?

Il groupage non è necessariamente meno sicuro, ma comporta generalmente un numero maggiore di movimentazioni.

La sicurezza dipende dalla qualità dell’imballaggio, dall’organizzazione degli hub e dall’affidabilità dell’operatore logistico.

Il carico completo è sempre più veloce?

Generalmente sì, perché il mezzo viaggia direttamente dal punto di carico alla destinazione.

I tempi possono comunque dipendere dalla distanza, dalla disponibilità dei veicoli, dalle finestre di consegna, dal traffico e dalle operazioni doganali.

Chi si occupa dello sdoganamento?

Lo sdoganamento può essere gestito da un operatore doganale incaricato dal mittente o dal destinatario.

Affidare trasporto e dogana allo stesso spedizioniere permette però di coordinare meglio le operazioni e ridurre il rischio di ritardi al confine.

È possibile combinare groupage e consegna urgente?

Sì, in alcune tratte sono disponibili servizi groupage con partenze frequenti o tempi garantiti.

Quando l’urgenza è particolarmente elevata, può tuttavia essere più conveniente scegliere un mezzo dedicato o un servizio espresso.

Groupage o carico completo: quale scegliere?

Non esiste una modalità migliore in assoluto. La scelta corretta dipende dalle caratteristiche della singola spedizione.

Il groupage è generalmente più indicato quando:

  • i volumi sono contenuti;
  • la merce può essere consolidata;
  • i tempi sono relativamente flessibili;
  • si vuole ottimizzare il costo.

Il carico completo è invece preferibile quando:

  • il volume è elevato;
  • la consegna è urgente;
  • la merce è fragile o di valore;
  • si vogliono ridurre le movimentazioni;
  • è necessario avere maggiore controllo sui tempi.

Nelle spedizioni tra Italia e Svizzera è inoltre fondamentale considerare la gestione doganale. Una buona pianificazione dei documenti e un coordinamento efficace tra trasporto e sdoganamento possono fare la differenza tra una consegna regolare e un fermo al confine.

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Spedimar analizza volume, peso, tratta, tempistiche e necessità doganali per individuare la soluzione di trasporto più efficiente.

Contattaci indicando i dati della spedizione: ti aiuteremo a scegliere la modalità più adatta, coordinando trasporto e dogana attraverso un unico interlocutore.

Spedimar: non solo un fornitore, ma il vostro partner per trasporti, spedizioni internazionali e operazioni doganali.

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Spedizioni via nave: come funzionano e quale soluzione scegliere

Il trasporto marittimo muove oltre l’80% del commercio mondiale di merci ed è la modalità più utilizzata per le importazioni dalla Cina, dal sud-est asiatico, dalle Americhe e dal Medio Oriente. Per le aziende svizzere e ticinesi, le spedizioni via nave passano quasi sempre dai grandi porti del Mediterraneo (Genova, La Spezia) o del nord Europa (Rotterdam, Anversa, Amburgo), per poi raggiungere Chiasso e il resto del territorio via ferrovia o gomma.

In questa guida spieghiamo come funzionano le spedizioni via nave, quali sono le opzioni FCL e LCL, quali documenti servono e come ottimizzare costi e tempi.

Come funziona una spedizione via nave

Una spedizione marittima internazionale segue un percorso operativo abbastanza standard, ma con molte variabili che incidono sui tempi e sui costi:

  1. Ritiro della merce presso il fornitore nel Paese d’origine
  2. Trasporto stradale o ferroviario fino al porto di partenza
  3. Operazioni portuali di carico: stivaggio in container, eventuale dogana di esportazione
  4. Navigazione marittima verso il porto di destinazione (i tempi variano da pochi giorni a 5-6 settimane in base alla tratta)
  5. Operazioni portuali di scarico: sbarco del container, posizionamento in piazzale
  6. Sdoganamento all’importazione nel porto di arrivo
  7. Trasporto finale verso la sede del destinatario (gomma o ferrovia)

Ogni fase coinvolge attori diversi (spedizioniere, vettore marittimo, terminalisti, doganalisti, vettori stradali), e una buona gestione del coordinamento è ciò che determina il successo o i ritardi di una spedizione.

FCL e LCL: due modalità, due logiche diverse

La prima scelta importante è la modalità di spedizione. Esistono due opzioni principali:

FCL — Full Container Load

Significa container intero dedicato a un solo cliente. La merce viaggia da sola, in un container pieno o parzialmente pieno ma riservato esclusivamente al destinatario.

Vantaggi del FCL:

  • Tempi di transito più rapidi (no consolidamento e deconsolidamento)
  • Minore rischio di danni alla merce (nessuna manipolazione intermedia)
  • Maggiore sicurezza (container sigillato all’origine)
  • Costo per unità più conveniente quando i volumi sono elevati

Quando conviene: quando si spediscono volumi pari o superiori a circa 15 m³ o quando la merce è delicata e non deve essere movimentata.

LCL — Less than Container Load

Significa groupage marittimo: la merce di più clienti viene consolidata in un unico container condiviso. Si paga in base al volume (m³) o al peso effettivo della propria merce.

Vantaggi del LCL:

  • Costo accessibile per piccoli volumi
  • Permette di importare anche pochi pallet senza dover riempire un container intero
  • Maggiore flessibilità operativa

Svantaggi del LCL:

  • Tempi di transito più lunghi per via di consolidamento e deconsolidamento
  • Maggiore rischio di danni legato alle manipolazioni intermedie
  • Costi marginali (handling, deconsolidamento al porto di arrivo) che possono incidere

Quando conviene: quando si spediscono volumi inferiori a circa 12-15 m³, o per merce non urgente e ben imballata.

Tipologie di container

I container marittimi standard più utilizzati sono:

  • 20′ Dry (20 piedi standard): circa 33 m³, fino a 28 tonnellate
  • 40′ Dry (40 piedi standard): circa 67 m³, fino a 28 tonnellate
  • 40′ HC (High Cube): 40 piedi con altezza maggiorata, circa 76 m³
  • Reefer (refrigerati): per alimentari, farmaceutici, prodotti a temperatura controllata
  • Open Top, Flat Rack, Tank: per merci speciali, ingombranti o liquidi sfusi

La scelta del container giusto è cruciale per ottimizzare i costi e adattarsi alla natura della merce.

I documenti essenziali per una spedizione via nave

Una spedizione marittima richiede una documentazione specifica:

  • Polizza di carico (Bill of Lading, B/L): il documento di trasporto principale, prova del contratto di trasporto e titolo rappresentativo della merce
  • Fattura commerciale del fornitore
  • Packing list dettagliata
  • Certificato di origine (preferenziale o non preferenziale)
  • Documento di importazione ed eventuali licenze speciali
  • Assicurazione merci (raccomandata per spedizioni marittime)
  • Certificati specifici per merci controllate (CITES, sanitari, fitosanitari, dual use)

La polizza di carico in particolare è un documento delicato: può essere emessa in forma “originale” (cartacea, da consegnare al destinatario per ritirare la merce) o “express release” (rilascio elettronico, senza originali). La scelta dipende dagli accordi commerciali tra le parti.

Incoterms: chi paga cosa nelle spedizioni via nave

Le condizioni di una spedizione marittima sono regolate dagli Incoterms della Camera di Commercio Internazionale (versione 2020). I più usati per il trasporto via nave sono:

  • EXW (Ex Works): il fornitore mette la merce a disposizione presso la sua sede, tutto il resto è a carico del compratore
  • FOB (Free On Board): il fornitore consegna la merce a bordo nave nel porto di partenza, il resto è a carico del compratore
  • CIF (Cost, Insurance and Freight): il fornitore paga trasporto e assicurazione fino al porto di destinazione
  • CFR (Cost and Freight): come CIF ma senza assicurazione
  • DAP (Delivered at Place): il fornitore consegna a destinazione, eccetto sdoganamento e tasse all’importazione
  • DDP (Delivered Duty Paid): il fornitore consegna a destinazione con tutti gli oneri inclusi

La scelta dell’Incoterm corretto determina chi paga cosa, chi assicura la merce e chi gestisce le pratiche doganali. Un errore frequente è scegliere Incoterm sfavorevoli senza valutarne le implicazioni operative.

Spedizioni via nave verso la Svizzera: il percorso tipico

Per le aziende svizzere e ticinesi, il flusso marittimo tipico segue due rotte principali:

  • Via porti italiani (Genova, La Spezia): è il percorso più breve e diretto per la maggior parte delle importazioni da Asia, Americhe e Mediterraneo. La merce viene poi trasportata in Svizzera via gomma o via ferrovia attraverso il valico di Chiasso
  • Via porti del nord Europa (Rotterdam, Anversa, Amburgo): più indicato per alcune rotte (Nord America, nord Europa, alcuni traffici asiatici). La merce raggiunge la Svizzera lungo il corridoio Reno-Alpi

La scelta del porto di sbarco incide su tempi, costi e disponibilità di servizi intermodali. Uno spedizioniere esperto valuta caso per caso quale rotta conviene di più.

Tempi e costi indicativi

I tempi di transito marittimo variano molto in base alla rotta:

  • Cina → Genova: 25-35 giorni di navigazione
  • Stati Uniti East Coast → Genova: 12-18 giorni
  • Sud-est asiatico → Genova: 20-30 giorni
  • India → Genova: 18-25 giorni

A questi tempi vanno aggiunti i giorni di gestione portuale (carico, scarico, sdoganamento) e il trasporto finale verso la Svizzera, generalmente 1-3 giorni dal porto a Chiasso.

I costi dipendono da molti fattori: tratta, modalità (FCL/LCL), tipo di container, stagionalità, costi del carburante (bunker surcharge), congestione portuale. Il mercato dei noli marittimi è molto volatile, e nel post-pandemia ha vissuto oscillazioni storiche.

Errori frequenti nelle spedizioni via nave

Nella nostra esperienza di gestione quotidiana, gli errori più comuni che generano problemi sono:

  • Scelta sbagliata tra FCL e LCL rispetto al volume reale della merce
  • Incoterm inadeguato alle reali esigenze operative del compratore
  • Imballaggio non idoneo al trasporto marittimo (umidità, salinità, manipolazioni)
  • Documentazione incompleta che blocca lo sdoganamento all’arrivo
  • Mancanza di assicurazione o coperture inadeguate al valore reale della merce
  • Pianificazione tempistica troppo ottimistica che genera ritardi nella catena produttiva

Una buona pianificazione, fatta con un partner esperto, evita la maggior parte di questi problemi.

Il ruolo dello spedizioniere internazionale

Una spedizione marittima coinvolge molti attori e molte variabili. Uno spedizioniere internazionale gestisce per il cliente l’intera operazione:

  • Selezione del vettore marittimo e prenotazione dello spazio
  • Coordinamento dei trasporti pre-imbarco e post-sbarco
  • Gestione delle pratiche doganali all’esportazione e all’importazione
  • Cura della documentazione (polizza di carico, certificati, dichiarazioni)
  • Consulenza sugli Incoterms e sulla copertura assicurativa
  • Tracciamento e gestione di eventuali criticità (ritardi, danni, contestazioni)

Spedimar SAGL opera dal 1993 al confine di Chiasso e supporta le aziende svizzere e italiane nella gestione delle spedizioni via nave da e verso ogni continente. Lavoriamo con i principali porti del Mediterraneo e del nord Europa e gestiamo tutte le pratiche doganali e logistiche fino alla consegna finale.

Hai una spedizione via nave da organizzare?

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Regime di transito T-CH: come funziona il transito doganale svizzero

Chi spedisce merce attraverso la Svizzera senza che questa sia destinata al mercato svizzero ha bisogno di un regime doganale specifico: il transito. In Svizzera questo regime prende il nome di T-CH, ed è uno degli strumenti più utilizzati ogni giorno al confine di Chiasso da chi muove merci tra l’Unione Europea e Paesi terzi attraversando il territorio svizzero.

In questo articolo spieghiamo cos’è il regime di transito T-CH, come funziona, quando si usa e come si differenzia dai regimi di transito comunitari T1 e T2.

Cos’è il regime di transito T-CH

Il T-CH è il regime di transito nazionale svizzero. Permette di trasportare merci sul territorio svizzero senza assolvere immediatamente i dazi e l’IVA all’importazione, perché la merce è destinata a uscire dal Paese verso un’altra destinazione.

In pratica, la merce attraversa la Svizzera in regime di sospensione doganale: i diritti vengono garantiti tramite una cauzione o una fideiussione, ma non vengono effettivamente versati, perché la merce non viene immessa in libera pratica sul mercato svizzero.

Il T-CH è gestito attraverso il sistema NCTS (New Computerised Transit System), una piattaforma elettronica condivisa tra le dogane europee e svizzere che consente di tracciare in tempo reale ogni operazione di transito.

Quando si usa il T-CH

Il regime di transito T-CH si utilizza in diversi scenari operativi:

  • Merce in transito tra due Paesi terzi che attraversa la Svizzera (esempio: spedizione da Germania verso Italia che passa per il Gottardo)
  • Spostamento interno di merce non sdoganata da un ufficio doganale svizzero a un altro (esempio: dal terminale di Chiasso a un magazzino doganale di Zurigo)
  • Trasferimenti verso depositi doganali o zone franche all’interno della Svizzera
  • Esportazioni in partenza dalla Svizzera quando la merce deve essere accompagnata da un documento di transito fino al porto di imbarco o al confine di uscita
  • Importazioni indirette in cui la merce arriva in Svizzera ma viene sdoganata in un secondo momento presso una dogana interna

In tutti questi casi il T-CH garantisce che la merce resti sotto controllo doganale durante l’intero spostamento, fino allo svincolo finale.

T-CH, T1 e T2: quali sono le differenze

I termini T1, T2 e T-CH vengono spesso confusi. La distinzione è importante perché cambia il quadro normativo di riferimento.

  • T1: regime di transito esterno comunitario. Si applica a merci non originarie dell’UE (o non in libera pratica nell’UE) che attraversano il territorio doganale dell’Unione
  • T2: regime di transito interno comunitario. Si applica a merci originarie dell’UE o in libera pratica che, per ragioni operative, devono restare sotto vincolo doganale durante un trasporto che attraversa Paesi terzi (esempio tipico: merce UE che passa per la Svizzera tra Italia e Germania)
  • T-CH: regime di transito nazionale svizzero, gestito dall’UDSC, valido sul territorio svizzero

In molti casi pratici i tre regimi sono complementari: una spedizione può partire con un T1 dall’UE, transitare con un T-CH attraverso la Svizzera e ripartire con un nuovo T1 al rientro nell’UE. La continuità documentale è essenziale per evitare contestazioni.

Come funziona la procedura T-CH passo per passo

L’iter operativo di un transito T-CH prevede questi passaggi:

  1. Apertura del transito presso l’ufficio doganale di partenza, con dichiarazione elettronica via NCTS
  2. Costituzione della garanzia (cauzione, fideiussione o garanzia globale per operatori abituali)
  3. Apposizione dei sigilli doganali sul mezzo di trasporto, se previsti
  4. Trasporto della merce lungo il percorso autorizzato, con il documento di accompagnamento del transito (TAD)
  5. Presentazione all’ufficio doganale di destinazione entro il termine fissato
  6. Chiusura del transito dopo il controllo della merce e dei sigilli, con scarico nel sistema NCTS
  7. Liberazione della garanzia una volta confermata la regolarità dell’operazione

Se il transito non viene chiuso nei tempi previsti, la garanzia viene escussa e i dazi devono essere pagati come se la merce fosse stata immessa in libera pratica.

La garanzia nel regime T-CH

Uno degli aspetti centrali del T-CH è la garanzia finanziaria richiesta dall’autorità doganale. Esistono diverse modalità:

  • Garanzia singola: costituita per ogni singola operazione di transito
  • Garanzia globale: una linea di garanzia complessiva che copre molteplici operazioni simultanee, tipicamente utilizzata dagli operatori abituali e dagli spedizionieri
  • Dispensa dalla garanzia: prevista per operatori certificati AEO o con altri requisiti di affidabilità

Le aziende che operano regolarmente affidano la gestione della garanzia al proprio spedizioniere doganale, che dispone di una garanzia globale e si occupa di tutte le formalità.

Rischi ed errori frequenti nel transito T-CH

Nella pratica quotidiana, le situazioni che generano problemi sono spesso le stesse:

  • Mancata chiusura del transito entro i termini, per ritardi nella consegna o errori procedurali
  • Discrepanze tra merce dichiarata e merce trasportata (peso, colli, descrizione)
  • Violazione dei sigilli doganali durante il trasporto
  • Errori nel percorso autorizzato o nelle dogane di transito indicate
  • Documentazione incompleta al momento della presentazione in dogana

Ogni errore può tradursi in escussione della garanzia, sanzioni amministrative e blocco operativo. Per questo la gestione del transito viene generalmente affidata a operatori specializzati.

Il ruolo dello spedizioniere doganale nel T-CH

Uno spedizioniere doganale esperto gestisce per l’azienda l’intera operazione di transito:

  • Apertura e chiusura della pratica nel sistema NCTS
  • Costituzione e gestione della garanzia (anche tramite la propria garanzia globale)
  • Verifica della documentazione e dei sigilli
  • Coordinamento con i vettori e con le dogane di partenza, transito e destinazione
  • Monitoraggio dei termini e gestione di eventuali criticità

Spedimar SAGL opera al confine di Chiasso dal 1993 e gestisce ogni giorno operazioni di transito T-CH, T1 e T2 lungo l’asse tra Svizzera, Italia e nord Europa. La nostra garanzia globale ci permette di aprire e chiudere transiti in tempi rapidi, evitando alle aziende l’onere di costituire garanzie singole per ogni spedizione.

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Corridoi TEN-T: cosa sono e perché contano per la logistica ticinese

Quando si parla di logistica internazionale tra Svizzera, Italia e nord Europa, c’è un termine che ricorre sempre più spesso nei documenti ufficiali e nei piani strategici: TEN-T. Si tratta della grande rete infrastrutturale europea che ridisegna i flussi di trasporto del continente, e che ha un impatto diretto sulle aziende che operano lungo l’asse Chiasso-Milano-Genova e verso il nord Europa.

In questo articolo spieghiamo cos’è la rete TEN-T, quali sono i corridoi che attraversano il Ticino e perché le aziende che importano ed esportano dovrebbero conoscerla.

Cos’è la rete TEN-T

TEN-T è l’acronimo di Trans-European Transport Network, ovvero la Rete Transeuropea dei Trasporti. È un programma strategico dell’Unione Europea che mira a creare un sistema infrastrutturale integrato, sostenibile ed efficiente su scala continentale, collegando porti, aeroporti, ferrovie, autostrade e terminali intermodali.

La rete è strutturata su due livelli:

  • Rete centrale (Core Network): i collegamenti strategici prioritari, da completare entro il 2030
  • Rete globale (Comprehensive Network): l’infrastruttura complessiva di supporto, da completare entro il 2050

All’interno della rete centrale sono individuati nove corridoi multimodali strategici, ciascuno dedicato a una direttrice di traffico fondamentale per l’economia europea.

La Svizzera e la rete TEN-T

La Svizzera non è membro dell’Unione Europea, ma è pienamente integrata nella rete TEN-T attraverso accordi bilaterali con l’UE. La sua posizione geografica nel cuore delle Alpi la rende un passaggio obbligato per i flussi di merci tra il nord e il sud del continente.

L’integrazione passa principalmente attraverso le grandi opere ferroviarie alpine come il Gottardo, il Lötschberg e il Ceneri, che fanno della Svizzera l’asse di transito intermodale più efficiente d’Europa.

I corridoi TEN-T che attraversano il Ticino

Il Ticino si trova in una posizione strategica per due dei nove corridoi principali della rete TEN-T:

Corridoio Reno-Alpi (Rhine-Alpine)

È il corridoio più rilevante per il Ticino e collega i grandi porti del Mare del Nord (Rotterdam, Anversa, Amsterdam) ai porti italiani del Mediterraneo (Genova in primis), attraversando Germania, Svizzera e Italia.

Passa per Basilea, Lucerna, Bellinzona, Lugano, Chiasso, Milano, Genova. È il corridoio sul quale si concentrano i maggiori volumi di traffico merci tra il nord Europa e l’Italia, gran parte dei quali transita proprio dal confine di Chiasso.

Corridoio Reno-Danubio (collegamenti indiretti)

Anche se non attraversa direttamente il Ticino, il corridoio Reno-Danubio si interconnette con il Reno-Alpi e contribuisce ai flussi di merci tra Europa centrale, Italia ed Europa dell’est.

Perché il TEN-T conta per le aziende ticinesi

Per chi importa, esporta o gestisce logistica in Ticino, la rete TEN-T non è un tema astratto: ha effetti concreti sull’operatività quotidiana.

  • Tempi di transito più rapidi: le opere ferroviarie alpine (Gottardo, Ceneri) hanno ridotto significativamente i tempi di percorrenza nord-sud
  • Capacità intermodale crescente: più treni merci, meno camion sui valichi, riduzione della congestione stradale
  • Investimenti pubblici lungo l’asse: nuovi terminali, hub logistici, piattaforme intermodali (Busto Arsizio, Gallarate, Milano Smistamento) accessibili in poche ore da Chiasso
  • Riduzione dei costi di trasporto per chi sa sfruttare l’intermodalità
  • Standardizzazione delle procedure doganali e logistiche lungo il corridoio

Le aziende che pianificano la propria logistica tenendo conto della rete TEN-T riescono spesso a ridurre tempi e costi rispetto a chi continua a ragionare solo su tratte stradali tradizionali.

TEN-T e intermodalità: l’opportunità per chi spedisce

Uno degli obiettivi centrali del programma TEN-T è il trasferimento modale dalla gomma alla rotaia per le merci. Per le aziende questo significa nuove possibilità operative:

  • Trasporto combinato accompagnato (intero camion caricato sul treno)
  • Trasporto combinato non accompagnato (solo container o semirimorchio sul treno, ritirato da un trattore a destinazione)
  • Trasporto ferroviario convenzionale in carro pieno o cumulato

L’intermodalità è particolarmente vantaggiosa per i flussi tra porti del nord Europa, Svizzera e Italia, dove le distanze e i volumi rendono il treno competitivo per costi, tempi e impatto ambientale.

Il ruolo dello spedizioniere nell’era TEN-T

In un sistema sempre più intermodale e integrato, il ruolo dello spedizioniere doganale e logistico diventa centrale. Non basta più gestire la singola pratica o il singolo trasporto: serve una visione di filiera che integri:

  • Gestione doganale al confine
  • Coordinamento con vettori stradali e ferroviari
  • Interfaccia con terminali intermodali e hub logistici
  • Documentazione di trasporto e accordi di transito
  • Ottimizzazione di tempi, costi e modalità

Spedimar SAGL opera dal 1993 al confine di Chiasso, esattamente sul punto chiave del corridoio Reno-Alpi. Conosciamo i terminali, i vettori e le pratiche operative dell’intero asse e supportiamo le aziende nell’organizzazione di spedizioni efficienti tra Svizzera, Italia e nord Europa.

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Lettera di vettura CMR: guida pratica per importatori ed esportatori

Chiunque spedisca o riceva merce su strada in ambito internazionale ha visto almeno una volta una lettera di vettura CMR. È il documento di trasporto più diffuso in Europa, ma anche uno dei più sottovalutati: compilarlo male può significare contestazioni, mancati rimborsi assicurativi e contenziosi che si trascinano per mesi.

In questa guida spieghiamo cos’è il CMR, a cosa serve, come va compilato correttamente e quali sono le responsabilità del vettore e del mittente, con esempi pratici per chi spedisce regolarmente tra Svizzera e Italia.

Cos’è la lettera di vettura CMR

Il CMR (acronimo del francese Convention relative au contrat de transport international de marchandises par route) è la lettera di vettura internazionale per il trasporto di merci su strada. Si basa sulla Convenzione CMR del 1956, sottoscritta dalla maggior parte dei Paesi europei, inclusa la Svizzera.

Il CMR è obbligatorio per ogni trasporto internazionale su gomma in cui il punto di carico e quello di scarico si trovino in due Paesi diversi, almeno uno dei quali aderente alla Convenzione.

In pratica, ogni volta che un camion attraversa la frontiera trasportando merce, deve avere a bordo un CMR correttamente compilato.

A cosa serve il CMR

La lettera di vettura CMR ha tre funzioni principali:

  • Prova del contratto di trasporto tra mittente e vettore
  • Ricevuta della merce consegnata al vettore per il trasporto
  • Documento di responsabilità: definisce chi risponde di eventuali danni, perdite o ritardi

È anche un documento richiesto in fase di sdoganamento: alla frontiera viene controllato insieme alla fattura commerciale e agli altri documenti doganali.

Come è strutturato il CMR

Il CMR standard è composto da caselle numerate (da 1 a 24) che vanno compilate con precisione. Le informazioni essenziali sono:

  1. Mittente (chi spedisce la merce)
  2. Destinatario (chi riceve la merce)
  3. Luogo di consegna
  4. Luogo e data di presa in carico
  5. Documenti allegati (fattura, packing list, certificati)
  6. Descrizione della merce (natura, codici HS se richiesti)
  7. Numero di colli e tipo di imballaggio
  8. Peso lordo
  9. Volume (in m³)
  10. Istruzioni speciali (es. ADR, refrigerazione, fragile)
  11. Istruzioni del mittente per la dogana
  12. Firma e timbro del mittente
  13. Firma e timbro del vettore
  14. Firma e timbro del destinatario alla consegna

Il documento viene emesso in almeno tre copie originali: una per il mittente, una per il vettore e una che viaggia con la merce fino al destinatario.

Gli errori più comuni nella compilazione del CMR

Nella nostra esperienza quotidiana al confine di Chiasso, vediamo ricorrere sempre gli stessi errori:

  • Caselle incomplete o lasciate in bianco: rende il documento contestabile
  • Peso e numero colli non corrispondenti alla fattura o alla packing list
  • Mancanza della firma del mittente sulla casella 22
  • Riserve del vettore non scritte alla presa in carico (es. imballaggio danneggiato)
  • Mancata indicazione delle istruzioni doganali (casella 13) per merce destinata al transito
  • Indicazione errata del destinatario reale in caso di triangolazioni commerciali

Ogni errore può trasformarsi in un problema concreto: un ritardo al confine, una contestazione assicurativa respinta, una controversia legale.

Responsabilità del vettore secondo la Convenzione CMR

Il CMR definisce chiaramente la responsabilità del vettore: dal momento in cui prende in carico la merce fino alla consegna, il vettore risponde di:

  • Perdita totale o parziale della merce
  • Avaria (danno alla merce)
  • Ritardo nella consegna

L’indennizzo massimo in caso di perdita o danno è stabilito dalla Convenzione in 8,33 DSP per chilogrammo di peso lordo della merce mancante o danneggiata (DSP = Diritti Speciali di Prelievo, una unità monetaria del FMI, oggi pari circa a 1,20 CHF per unità).

Il vettore è esonerato dalla responsabilità in casi specifici: forza maggiore, vizio proprio della merce, ordine del mittente, imballaggio difettoso non segnalato.

Per coperture superiori al massimale CMR è necessario stipulare un’assicurazione integrativa sul valore reale della merce.

CMR elettronico (e-CMR)

Dal 2008 esiste anche la versione elettronica del CMR, chiamata e-CMR, regolata da un protocollo aggiuntivo alla Convenzione. La Svizzera ha aderito al protocollo, così come l’Italia e molti altri Paesi europei.

Il vantaggio dell’e-CMR è la digitalizzazione completa del processo: niente più documenti cartacei da firmare a mano, ma firma digitale, tracciamento in tempo reale e archiviazione automatica. La diffusione è ancora limitata ma in crescita, soprattutto per i corridoi logistici tra Svizzera, Italia, Germania e Paesi Bassi.

CMR e dogana: il ruolo dello spedizioniere

Il CMR è un documento di trasporto ma ha un impatto diretto sulle pratiche doganali. Un CMR mal compilato può rallentare lo sdoganamento, generare richieste di integrazione documentale e, nei casi peggiori, esporre l’azienda a sanzioni.

Uno spedizioniere doganale esperto:

  • Verifica la coerenza tra CMR, fattura e packing list prima dell’arrivo della merce in frontiera
  • Segnala discrepanze in tempo utile per correggerle senza fermare il camion
  • Gestisce le pratiche doganali in modo che il CMR sia subito utilizzabile per lo sdoganamento
  • Supporta in caso di contestazioni o danni alla merce, ricostruendo la catena documentale

Spedimar SAGL opera al confine di Chiasso dal 1993 e gestisce ogni giorno spedizioni con CMR tra Svizzera, Italia e resto d’Europa. Il nostro team conosce le specificità di entrambi i lati del confine e supporta le aziende nella corretta gestione documentale dell’intera spedizione.

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Certificazione AEO: cos’è e perché conviene alle aziende che esportano

Le aziende che importano ed esportano regolarmente conoscono bene il problema dei controlli doganali: tempi di attesa, documentazione da ricontrollare, fermi merce che bloccano consegne urgenti. Esiste però uno status ufficiale che permette di ridurre drasticamente questi tempi e che molte aziende svizzere ancora non conoscono: la certificazione AEO.

In questo articolo spieghiamo cos’è la certificazione AEO, quali vantaggi concreti porta e quali requisiti servono per ottenerla, con un focus sul contesto svizzero e sui rapporti commerciali con l’Unione Europea.

Cos’è la certificazione AEO

AEO è l’acronimo di Authorized Economic Operator (Operatore Economico Autorizzato). È uno status riconosciuto a livello internazionale che certifica un’azienda come partner affidabile e sicuro nella catena logistica internazionale.

In Svizzera la certificazione viene rilasciata dall’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) ed è il corrispettivo dello status AEO dell’Unione Europea, grazie ad accordi di mutuo riconoscimento.

Il riconoscimento copre due ambiti principali:

  • AEO Sicurezza (AEO-S): garantisce standard elevati di sicurezza nella catena di approvvigionamento
  • AEO Semplificazioni doganali (AEO-C): garantisce solidità finanziaria, conformità doganale e controllo dei processi

Le aziende possono ottenere entrambi gli status (AEO Full) per massimizzare i vantaggi.

I vantaggi concreti della certificazione AEO

Diventare AEO non è solo una questione di immagine: porta vantaggi operativi misurabili in termini di tempi, costi e affidabilità.

  • Controlli doganali ridotti: minore frequenza di verifiche fisiche e documentali alle frontiere
  • Corsie preferenziali: priorità nei controlli quando questi sono necessari
  • Sdoganamento più rapido: tempi di liberazione della merce significativamente più brevi
  • Riconoscimento internazionale: validità in UE, Svizzera, Norvegia, Giappone, Stati Uniti, Cina e molti altri Paesi grazie agli accordi di mutuo riconoscimento
  • Migliore reputazione commerciale: lo status AEO è un biglietto da visita per partner e clienti internazionali
  • Accesso facilitato ad altre semplificazioni doganali e regimi speciali (es. procedure semplificate, dichiarazioni periodiche)

Per un’azienda che movimenta volumi importanti, i risparmi sui tempi di attesa al confine e sui costi operativi possono essere consistenti già nei primi mesi.

Requisiti per ottenere la certificazione AEO

Per ottenere lo status AEO l’azienda deve dimostrare di rispettare alcuni requisiti fondamentali:

  1. Conformità doganale: assenza di violazioni gravi della normativa doganale e fiscale negli ultimi 3 anni
  2. Sistema di gestione contabile e logistica adeguato: tracciabilità completa dei flussi di merce e documenti
  3. Solvibilità finanziaria: situazione economica sana, dimostrabile attraverso bilanci e indicatori
  4. Standard di sicurezza (per AEO-S): misure di sicurezza fisica e informatica adeguate, controllo degli accessi, formazione del personale, selezione dei fornitori e dei trasportatori

L’azienda deve compilare un questionario di autovalutazione molto dettagliato, che l’UDSC esamina prima di avviare l’audit ufficiale.

Quanto tempo serve per ottenerla

L’iter completo richiede in media dai 6 ai 12 mesi, suddiviso in tre fasi:

  1. Preparazione interna: analisi dei processi, identificazione delle lacune, implementazione delle misure correttive
  2. Compilazione del questionario di autovalutazione e presentazione della domanda
  3. Audit dell’UDSC: verifiche documentali e sopralluoghi presso la sede

Le aziende che si preparano in modo strutturato — spesso con il supporto di un consulente doganale esperto — riescono a ridurre significativamente i tempi e ad evitare richieste di integrazione.

A quali aziende conviene la certificazione AEO

La certificazione AEO è particolarmente vantaggiosa per:

  • Esportatori e importatori abituali con volumi significativi di pratiche doganali
  • Aziende che gestiscono filiere internazionali complesse con fornitori e clienti in più Paesi
  • Operatori del settore logistico e dei trasporti (spedizionieri, vettori, gestori di terminali)
  • Aziende che lavorano con clienti istituzionali o grandi gruppi che richiedono partner certificati
  • Realtà che vogliono distinguersi sul mercato come partner affidabili e sicuri

Per aziende con volumi doganali molto contenuti il rapporto costi-benefici va valutato caso per caso, ma per chi importa o esporta regolarmente la certificazione AEO è un investimento che si ripaga rapidamente.

Il ruolo dello spedizioniere doganale nel percorso AEO

Affrontare il percorso di certificazione AEO senza un supporto esperto è complesso e spesso porta a domande respinte o richieste di integrazione che allungano i tempi. Un partner doganale esperto può:

  • Analizzare i processi aziendali attuali e identificare le lacune
  • Supportare la compilazione del questionario di autovalutazione
  • Aiutare nell’implementazione delle misure di sicurezza e dei controlli interni
  • Preparare la documentazione per l’audit dell’UDSC
  • Affiancare l’azienda durante le visite ispettive

Spedimar SAGL opera al confine di Chiasso dal 1993 e supporta le aziende ticinesi e italiane nella gestione delle pratiche doganali, dei regimi speciali e dei percorsi di certificazione. Conosciamo da vicino i requisiti dell’UDSC e le best practice per superare l’audit AEO.

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Dichiarazione doganale in Svizzera: cosa serve e come funziona

Ogni azienda che importa o esporta merce dalla Svizzera deve confrontarsi con la dichiarazione doganale. È un passaggio obbligatorio, regolato dall’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC), che determina i dazi, l’IVA all’importazione e la regolarità della spedizione.

Sbagliare la dichiarazione doganale significa spesso fermi merce, sanzioni e costi imprevisti. In questa guida spieghiamo cos’è, quali documenti servono e come funziona la procedura, con un focus sull’esperienza pratica di chi gestisce ogni giorno sdoganamenti al confine di Chiasso.

Cos’è la dichiarazione doganale

La dichiarazione doganale è il documento ufficiale con cui un’azienda comunica alle autorità doganali svizzere la natura, l’origine, il valore e la destinazione della merce in transito al confine. È la base su cui vengono calcolati i dazi doganali, l’IVA all’importazione e gli eventuali diritti di monopolio.

In Svizzera la dichiarazione si effettua tramite il sistema elettronico eDec Import (per le importazioni) ed eDec Export (per le esportazioni), gestito direttamente dall’UDSC.

Documenti necessari per la dichiarazione doganale

Per preparare una dichiarazione doganale corretta servono questi documenti:

  • Fattura commerciale con descrizione dettagliata della merce, valore, valuta, Incoterms
  • Packing list (distinta colli con peso lordo e netto)
  • Documento di trasporto (CMR per trasporto su gomma, polizza di carico per via mare, AWB per via aerea)
  • Certificato di origine (EUR.1, ATR, certificato d’origine non preferenziale)
  • Codice doganale (HS code) corretto per ogni articolo
  • Licenze o autorizzazioni speciali in caso di merci soggette a restrizioni (alimentari, farmaceutici, ADR, prodotti tessili etichettati)

Un errore frequente è la classificazione doganale sbagliata del codice HS: cambia il dazio applicabile e può generare contestazioni anche a distanza di anni.

Come funziona la procedura in pratica

Il flusso operativo di una dichiarazione doganale all’importazione in Svizzera prevede quattro fasi:

  1. Ricezione documenti dal fornitore o dal trasportatore
  2. Verifica e classificazione della merce (codice HS, origine, valore, regime)
  3. Compilazione e trasmissione della dichiarazione tramite eDec
  4. Liberazione della merce dopo il pagamento dei dazi e dell’IVA

Una dichiarazione standard, se i documenti sono completi e corretti, viene processata in poche ore. In caso di controllo fisico o documentale, i tempi possono allungarsi a 1-2 giorni lavorativi.

Quanto costa la dichiarazione doganale

I costi si dividono in due categorie:

  • Costi diretti: dazi doganali (variabili in base alla merce e all’origine), IVA all’importazione (8.1% standard, 2.6% ridotta), tasse statistiche
  • Costi del servizio: la tariffa che lo spedizioniere applica per la pratica doganale

Affidarsi a uno spedizioniere doganale esperto significa evitare costi nascosti molto più alti: dazi mal calcolati, fermi merce, sanzioni amministrative, perdite di accordi preferenziali per certificati d’origine incompleti.

Perché conviene affidare la dichiarazione doganale a uno spedizioniere

Gestire internamente le pratiche doganali richiede formazione continua, accesso ai sistemi UDSC, conoscenza degli accordi internazionali (UE, EFTA, accordi preferenziali) e aggiornamento costante sulle modifiche normative. Per la maggior parte delle aziende che importano ed esportano in Svizzera, affidarsi a uno spedizioniere doganale certificato è la scelta più efficiente.

Spedimar SAGL opera dal 1993 al confine di Chiasso, uno dei principali punti doganali tra Svizzera e Italia. Gestiamo ogni giorno dichiarazioni doganali eDec, certificati di origine, regimi di transito T1/T2, T-CH e pratiche per merci speciali (ADR, alimentari, tessili).

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